Zingaretti e l’editoria: Report dell’incontro

Postato da Flora Albarano in Eventi culturali

Si è svolto venerdì 1 febbraio, al Nuovo Sacher di Trastevere, l’incontro molto atteso tra Nicola Zingaretti, candidato alla Presidenza della regione Lazio e il mondo dell’editoria. Editori, librai, circoli di lettura e varie associazioni del settore sono intervenuti per far sentire la propria voce.

Gioacchino De Chirico, nella sua doppia veste di giornalista e membro del comitato elettorale di Zingaretti, ha organizzato e coordinato l’incontro. Tra le numerose richieste di intervento, sono state scelte a campione le testimonianze e gli appelli di diversi esponenti del mondo dell’editoria, del circuito librario e della cultura.

Si parte dall’importanza della lettura e quindi dall’ascolto dell’esperienza di Maria Teresa Carbone di Monteverdelegge, fondatrice di Plautilla, la prima biblio-libreria gratuita d’Italia, sita appunto nel quartiere di Monteverde, che sottolinea la necessità di luoghi d’incontro per avvicinare utenti e lettori senza costi proibitivi.

Prende poi la parola Palombi dell’ Odei (l’Osservatorio Degli Editori Indipendenti) che chiede tutela per i piccoli e medi editori nei confronti dei grandi monopoli, a partire da piccole iniziative come ad esempio quella di rifinanziare la legge del libro annullata dal precedente governo regionale e sostenere la partecipazione a Festival come Più Libri più Liberi .

Nadia Coppola ex libraia della Libreria Croce di via Vittorio Emanuele espone le problematiche della vita delle piccole librerie indipendenti chiedendo che vi siano norme più rigide per il cambio di destinazione d’uso di locali che prima appartenevano alle librerie e aiuti per gli affitti e subaffitti dei locali da adibire ad attività come quella libraria.

Christian Raimo di TQ parla per "diapositive" cartacee che mostra manualmente come cartelli al pubblico, al fine di ribadire alcuni concetti base dell’attività del suo gruppo: la necessità sul territorio di un asse urbanistico che sia anche culturale, una politica all’insegna di equità, trasparenza e inclusione sociale e la volontà di mettersi alle spalle esperimenti non riusciti come Zètema, Il Centro per il libro o la Casa delle Letterature per prendere invece spunto da idee praticabili e interessanti come gli Idea Store di Sergio Dogliani.

Sabina De Tommasi di Piccoli maestri, progetto di promozione della lettura nelle scuole, racconta della bellezza di poter lavorare unendo le esperienze degli scrittori agli studenti delle scuole, un pubblico al quale bisogna aprirsi.

Zingaretti, dopo aver ascoltato questi interventi, prende la parola e partendo dalla necessità di cancellare il motto Con la cultura non si mangia, una frase che racconta tutta l’attuale stagione politica e che non considera le relazioni culturali come parte necessaria del PIL, dichiara di voler ricreare gli spazi pubblici urbani che sono il centro della relazione sociale mettendo a disposizione di fattorie culturali il patrimonio urbanistico ex agrario; di riattuare la legge del libro e di voler creare una Consulta del mondo editoriale.

Non nasconde il problema del debito della Regione Lazio, sottolineando che l’80% dei soldi è mangiato dalla Sanità, il 10% dai trasporti e imprese e quindi solo il 10% è destinato a tutto il resto ma conclude dicendo di non poter dare garanzie «Che ce la faremo e ce la faremo subito. Ma saremo coerenti, presenti e con orecchie bene aperte, determinati ad andare avanti».

Non resta che augurarsi che non abbiamo assistito solo a una tappa di una campagna elettorale e che sia invece il primo passo di un dialogo serrato che deve restare aperto tra istituzioni, politica e cultura per far sì che i progetti che esistono abbiano visibilità e che se ne creino di nuovi per il rilancio di un settore che deve unirsi e risollevarsi insieme.