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Librandum - Servizi Editoriali http://www.librandum.it/ fr SPIP - www.spip.net Librandum - Servizi Editoriali http://librandum.it/IMG/siteon0.png http://www.librandum.it/ 38 144 Viaggio nelle città di Camilleri con Camilleri! #LibriCome http://librandum.it/viaggio-nelle-citta-di-camilleri http://librandum.it/viaggio-nelle-citta-di-camilleri 2016-03-20T22:32:46Z text/html it Flora Albarano Logo Grande Logo Piccolo <p>"Delle città mi incuriosiscono le persone. Come parlano, camminano, si amano, litigano, vanno nelle taverne". A Camilleri interessa l'uomo. La sua vita e le sue storie. Di città in città.</p> - <a href="http://librandum.it/-eventi-culturali-" rel="directory">Eventi culturali</a> / <a href="http://librandum.it/+-logo-grande-+" rel="tag">Logo Grande</a>, <a href="http://librandum.it/+-logo-piccolo-+" rel="tag">Logo Piccolo</a> <img class='spip_logos' alt="" align="right" src="IMG/arton82.png" width='144' height='150' onmouseover="this.src='IMG/artoff82.png'" onmouseout="this.src='http://librandum.it/IMG/arton82.png'" style='' /> <div class='rss_texte'><p>Ormai è un appuntamento fisso quello di <strong>Andrea Camilleri </strong> a<strong> Libri Come</strong>, il Festival della Lettura che si svolge ogni anno, a marzo, all'Auditorium Parco della Musica di Roma.<br class='autobr' /> Anche Marino Sinibaldi, nel presentare il Maestro, accolto e poi alla fine salutato tra gli applausi del pubblico entusiasta, scherza dicendo che ormai è stato firmato un contratto decennale che lega e "obbliga" lo scrittore a raccontare e parlare su ogni tema al suo pubblico affezionato di Libri Come. Sì perché se c'è un narratore che può davvrero parlare di tutto è lui, lo scrittore siciliano che ha un dono raro, quello di affabulare e dipingere con simpatia e precisione quadri, creare storie, a voce o con la penna, che si materializzano sia nei suoi libri che semplicemente ascoltando le sue parole e i suoi grandiosi racconti . <br class='autobr' /> Stavolta il tema su cui è invitato a parlare è quello delle<strong> città</strong>, filo conduttore di questa edizione del Festival. Da quelle che gli hanno creato delusione come <i>Parigi</i> a quelle in cui si è sentito subito a casa come<i> Il Cairo</i>. Dalla più meridionale delle città europee, <i>Dublino</i>, la città di Joyce e Beckett a <i>Vienna</i>, fino ad arrivare alla sua seconda casa, Roma, la <i>Roma </i> del '49 che lo accolse, la "Roma città aperta" che tanto diversa è dalla Roma in decadenza di oggi. E non poteva mancare la sua <i>Sicilia</i>. Quella delle sue radici e quella da lui inventata, <i>Vigata</i>, la base del suo Montalbano, i cui confini cambiano a suo uso e consumo alla maniera di Pirandello.Ogni autore è autorizzato allo "stracangiamento". In un'ora, tra risate, ironia, descrizioni di vita e storie vive e mai banali, abbiamo fatto un viaggio anche noi in tutto il mondo, con la migliore guida che si possa desiderare, uno scrittore novantenne arguto e affabulatore che, per sua ammissione, non compra una guida di una città dove si reca (in genere per lavoro) se non dopo un paio di giorni; prima di affidarsi a una guida, Camilleri, per conoscere un posto, guarda e osserva le persone, nella loro quotidianità, nelle loro scelte operative. A lui delle città incuriosiscono le persone. Come parlano, camminano, si amano, litigano, vanno nelle taverne". A Camilleri interessa l'uomo. Prima la gente e poi le piazze, i musei, i monumenti, gli autori e le loro ricostruzioni dei luoghi. L'uomo con la sua vita e le sue storie. Di città in città.<br class='autobr' /> Chapeau Maestro! Alla prossima.</p></div> Più libri più liberi - Per amore dei libri http://librandum.it/piu-libri-piu-liberi-per-amore-dei http://librandum.it/piu-libri-piu-liberi-per-amore-dei 2015-12-03T17:45:01Z text/html it Flora Albarano Logo Grande Logo Piccolo <p>Inizia oggi, 4 dicembre, al Palazzo dei Congressi dell'Eur a Roma la quattordicesima edizione di Più libri più liberi, ormai classico appuntamento con la Fiera della piccola e media editoria.</p> - <a href="http://librandum.it/-eventi-culturali-" rel="directory">Eventi culturali</a> / <a href="http://librandum.it/+-logo-grande-+" rel="tag">Logo Grande</a>, <a href="http://librandum.it/+-logo-piccolo-+" rel="tag">Logo Piccolo</a> <img class='spip_logos' alt="" align="right" src="IMG/arton81.jpg" width='150' height='113' onmouseover="this.src='IMG/artoff81.jpg'" onmouseout="this.src='http://librandum.it/IMG/arton81.jpg'" style='' /> <div class='rss_texte'><p>Inizia dicembre e il periodo natalizio e ritorna il classico e ormai atteso appuntamento con <strong>Più libri più liberi</strong>, la Fiera della piccola e media editoria che si svolgerà a Roma dal<strong> 4 all'8 dicembre</strong> al Palazzo dei Congressi dell'Eur. Cinque giorni di appuntamenti, incontri, iniziative, incroci, tavole rotonde e reading che permetteranno, come sempre, da ormai 14 anni, di conoscere le novità degli autori delle piccole e medie case editrici indipendenti che fanno della qualità e dell'indipendenza il proprio denominatore comune.</p> <p>Nell'epoca delle grandi fusioni e della politica industriale dell'accorpamento, laddove le rivoluzioni tecnologiche e digitali sembrano cambiare gli scenari e il mercato, piccoli editori, motivati, tenaci e competenti mostrano il frutto del loro duro lavoro di sperimentazione, ricerca e qualità.</p> <p><img src="http://librandum.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif" width='8' height='11' class='puce' alt="-" style='' /> In fiera quest'anno sarà dato un grande spazio agli <strong>autori stranieri</strong>, le grandi promesse presentate in esclusiva al pubblico italiano e i classici contemporanei che per qualche ragione non erano ancora stati tradotti nel nostro Paese. Domina la scena <strong> Annie Ernaux,</strong> protagonista di due incontri con il pubblico e guida del gruppo di autrici e autori francofoni che quest'anno sfilano a Più libri più liberi. Insieme a lei scrittrici di talento come Stéphanie Hochete Cécile Coulon, autori provenienti da altri paesi ma che in lingua francese hanno scritto le loro opere e raggiunto riconoscimenti internazionali, come il congolese Alain Mabanckou. Ci saranno poi il danese Morten Brask, il giallista tedesco Friedrich Ani e dall'autrice e la giornalista irlandese Natasha Fennell. Dallo straordinario serbatoio del continente americano, tra Stati Uniti e Sudamerica, arrivano invece Marcelo Figueras, Julia Glass, Julian Herbert, Scott Spencer, Merritt Tierce, Alejandro Zambra.</p> <p><img src="http://librandum.it/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif" width='8' height='11' class='puce' alt="-" style='' /> Non mancheranno ovviamente gli <strong>autori italiani</strong> e un ricco calendario di presentazioni su temi di <i>politica,infanzia, religione, attualità, economia;</i> si svolgeranno laboratori e incontri per bambini così come interessanti tavole rotonde professionali per rendersi conto per gli operatori del settore dello <i>status quo</i> dell'editoria italiana e internazionale. Per informazioni e dettagli su programma basterà cliccare <a href="http://www.piulibripiuliberi.it/menu2009/programma.aspx" class='spip_out' rel='external'>qui</a>.</p> <p>Confermata la partnership con <strong>Rai </strong> – Radio televisione italiana con Rai3, Rainews24 e Radio3 in qualità di media partner. Radio3 Fahrenheit è anche quest'anno in diretta da Più libri più liberi. Tra le novità la neonata web radio RadioLibri.it, che si presenta in fiera.</p> <p>Torna il progetto #BLOGNOTES, a cura del blog letterario Il tè tostato e delle edizioni Sur, che quest'anno coinvolge tutta la fiera con la partecipazione di diversi book blogger, per raccontare in diretta sul web tramite parole e immagini i cinque giorni di Più libri più liberi.</p> <p>Sul web Più libri più liberi è presente attraverso gli aggiornamenti del sito ufficiale<br class='autobr' /> <a href="http://www.plpl.it/" class='spip_url spip_out auto' rel='nofollow external'>www.plpl.it</a> e grazie all'attività sui social network che affiancano il <i>claim <strong>#peramoredeilibri</strong> all'hashtag ufficiale <strong>#piulibri15.</strong>.</p> <p>Per tutti noi che amiamo i libri, la lettura e la scrittura è un'occasione imperdibile!<br class='autobr' /> Ci vediamo tutti là... #peramoredeilibri!</p></div> Più libri più liberi - È tempo di leggere http://librandum.it/piu-libri-piu-liberi-e-tempo-di http://librandum.it/piu-libri-piu-liberi-e-tempo-di 2014-12-03T18:24:24Z text/html it Flora Albarano Logo Grande <p>Roma, 4-8 dicembre 2014. Inizia giovedì 4 dicembre la XIII edizione della Fiera nazionale della piccola e media editoria Più liberi più liberi. Un appuntamento atteso che quest'anno sfida il tempo con l'aggiunta di una giornata di apertura in più al pubblico.</p> - <a href="http://librandum.it/-eventi-culturali-" rel="directory">Eventi culturali</a> / <a href="http://librandum.it/+-logo-grande-+" rel="tag">Logo Grande</a> <img class='spip_logos' alt="" align="right" src="IMG/arton80.jpg" width='150' height='90' onmouseover="this.src='local/cache-vignettes/L69xH116/artoff80-48d3b.jpg'" onmouseout="this.src='http://librandum.it/IMG/arton80.jpg'" style='' /> <div class='rss_texte'><p>Più libri più liberi, per la tredicesima volta, dà appuntamento al suo pubblico a Roma, al <strong>Palazzo dei Congressi dell'Eur</strong>, proponendo un ricco programma di incontri e iniziative per dare spazio a quei piccoli e medi editori che non riescono sempre ad avere la visibilità e il riconoscimento meritato per l'intenso lavoro culturale svolto.</p> <p>La manifestazione premia la loro indipendenza e gli sforzi sostenuti offrendo al pubblico oltre alla grande varietà libraria esposta in numerosi stand anche molteplici incontri interessanti. Quest'anno il programma è particolarmente ricco di <strong>ospiti internazionali</strong>. A partire da autori già conosciuti e molto amati, come il romanziere svedese Björn Larsson, il giornalista-scrittore messicano Diego Enrique Osorno o l'americano Percival Everett che, il 7 dicembre alle 16.00, interviene con l'autore Giorgio Vasta.</p> <p>La folta presenza di autori stranieri non riduce tuttavia quella degli <strong>scrittori della narrativa e della saggistica nazionale</strong>, con ampio spazio anche ai fumetti, con Zerocalcare, Gipi, Davide Toffolo, Paolo Bacilieri, all'illustrazione e ai libri e sport cui la Fiera dedica appuntamenti quotidiani.</p> <p>Anche in questa edizione le <strong>Biblioteche di Roma </strong> sono protagoniste sia all'esterno della Fiera sia all'interno nello Spazio Ragazzi, dove si alternano proposte a cura delle Biblioteche di Roma, con la collaborazione del Palazzo delle Esposizioni, del Teatro di Roma e con la partecipazione della Fondazione Bioparco di Roma.</p> <p>Non mancheranno gli<strong> incontri professionali</strong>, dedicati al mercato librario e soprattutto al suo futuro e trasformazione, declinati in convegni e workshop: la crescita dell'e-commerce, l'importanza di una corretta presenza sul web e gli strumenti per farsi trovare, i processi produttivi per e-book accessibili, l'internazionalizzazione e i modi migliori per riuscire a farsi conoscere all'estero, la transmedialità e i processi di trasposizione dal libro al film al videogioco, le possibilità offerte dall'editoria digitale per ragazzi. A parlarne saranno editori, professionisti del settore, politici ed esperti.</p> <p>Il territorio urbano è coinvolto quest'anno in <strong>progetti innovativi</strong> come la realizzazione di un murales nella stazione della metropolitana di Rebibbia da parte del fumettista <strong>Zerocalcare </strong> (in collaborazione con ATAC) avvenuta oggi 3 dicembre.</p> <p>La Rai conferma ancora una volta il proprio impegno per raccontare, in diretta, il mondo dei libri e non solo. <i>Rai News24</i> seguirà l'evento con numerosi servizi, approfondimenti e dirette. Spazio anche nei telegiornali e nei giornali radio e in tutte le trasmissioni che si occupano di libri da“ Billy” a “Fahrenheit”, mentre le “Teche Rai” avranno un loro corner e proporranno il filmato “Scrittori in Tv”, esempio del grande patrimonio culturale contenuto nei suoi archivi.</p> <p>Per avere il programma della fiera, aggiornamenti e novità sarà sufficiente cliccare <a href="http://www.piulibripiuliberi.it/menu2009/programma.aspx" class='spip_out' rel='external'>qui</a>.</p> <p>Pronti a camminare nei corridoi del Palazzo dei Congressi tra gli stand, scegliendo i vostri libri preferiti e orientandovi tra tutti gli incontri proposti? Io sì. A domani. Si inizia!</p></div> Mondo animale - Angelika Riganatou http://librandum.it/mondo-animale-angelika-riganatou http://librandum.it/mondo-animale-angelika-riganatou 2013-10-24T20:52:02Z text/html it Ugo La Bella Logo Piccolo <p>Un libro che ci dice cosa siamo diventati mentre giocavamo a fare gli esseri umani. Un libro che parte dalle stalle per arrivare alla letteratura e lì trova la perfetta descrizione dell'uomo come “animale delirante e infelice” che, dopo aver perso il “sano intelletto animale”, ha dominato i piccoli esseri per sentirsi grande, dimostrando così il suo essere piccolo.</p> - <a href="http://librandum.it/-ultime-dagli-scaffali-" rel="directory">Ultime dagli scaffali</a> / <a href="http://librandum.it/+-logo-piccolo-+" rel="tag">Logo Piccolo</a> <img class='spip_logos' alt="" align="right" src="IMG/arton79.jpg" width='118' height='150' onmouseover="this.src='IMG/artoff79.jpg'" onmouseout="this.src='http://librandum.it/IMG/arton79.jpg'" style='' /> <div class='rss_texte'><p><i>Mondo Animale<br class='autobr' /> Angelika Riganatou<br class='autobr' /> Ediesse - 2013<br class='autobr' /> euro 12,00<br class='autobr' /> </i></p> <h3 class="spip">Gli esseri piccoli e i piccoli esseri</h3><blockquote class="spip"> <p>“La realtà è letteratura più di quanto si creda, solo che le parole che vengono dette sono meno belle – per questo occorre farsi sostenere da qualche buon autore: per leggere, sopravvivendo, gli eventi che si subiscono”(cfr. Angelika Riganatou in <i>Mondo animale</i>)</p> </blockquote> <p>Il sangue che ti fa senso e che, se lo vedi, ti giri dalla parte opposta, nel piatto diventa ambrosia. L'aspetto selvatico che rifuggi ogni giorno, perché tu non sei un troglodita. Certo che no. Sei un uomo evoluto e non voli da una liana all'altra a caccia di bestie. Però, a ritrovarlo che esce dal forno, risveglia l'istinto sopito e un po' ti torna la voglia di balzare da un albero all'altro. Noi siamo esseri razionali e ogni nostra azione è basata su un ragionamento. Che, poi, quando sentiamo quel profumo, allora non c'è illuminismo che tenga. Quando una bistecca si insinua tra noi e il nostro essere umani, allora la carne torna alla carne. E quello che siamo ci giudica. Fetta dopo fetta. Fino all'ultimo boccone. Quando il piatto si fa specchio e non scopriamo che quell'animale siamo noi. Assassini e vittime allo stesso tempo. Nati nel sangue e perduti nel vano tentativo di giustificarlo.</p> <p><strong>Il cibo ha un'anima.</strong> Spesso ce ne dimentichiamo. Ci sediamo a tavola e ci muoviamo dinanzi ai piatti in modo inconsapevole, talora incosciente. Come se la nostra non fosse una scelta. Come se mangiare fosse un'azione da compiere in modo superficiale e non avesse alcun peso sulle nostre vite. Angelika Riganatou con il suo <i>Mondo animale</i> è lì a ricordarci che non è così. Scava a fondo e va alla radice del tema cibo. Esplora il mondo oscuro degli allevamenti intensivi, attraversa con noi la perversa catena di montaggio omicida che c'è dietro i macelli e lo fa senza giudicare.</p> <p> Lo fa portando con sé la propria esperienza da <strong>veterinaria</strong> ed un carico di attrezzi tra cui non possono mancare i libri che hanno indelebilmente segnato la sua vita. Le pagine sfogliate avidamente hanno permesso all'autrice di creare la colonna sonora ideale di quel teatro dell'assurdo che è oggi diventato il nostro rapporto con gli animali, visti come alimento, come produttori di alimenti e come limoni da spremere il più possibile. Schiavizzati all'inverosimile fino a dimenticare le radici di un mondo che vedeva nella collaborazione tra contadino/allevatore ed animale il principio di ogni pasto. Alla complementarietà animale-umano si è sostituita oggi la guerra che il secondo ha dichiarato al primo. Dalle ecatombi sacrificali degli antichi, si è passati ad altre ecatombi, altre divinità. Per venerare le quali, abbiamo immolato, prima di tutto, noi stessi.</p> <p>L'idea della Riganatou è quella di condurci con lei attraverso quindici capitoli (tutti con un titolo estrapolato da un tradizione letteraria che va dall'<i>Assomoir</i> di Zola al <i>Non lasciarmi </i> di Ishiguro) che sondino il mondo animale attraversato dalla alienazione di chi ha spaccato quindicimila colonne vertebrali suine per pagare gli studi ai figli, dalla sensibilità di chi lavora la terra da sempre e quel che c'era da sapere lo sapeva già, dalla banalità del male di un Mengele prestato alla veterinaria, dalla esplorazione dell'abisso dei nuovi schiavi, dal rispetto verso chi conosce l'amore e gli si concede totalmente.Tutto questo e molto altro (indimenticabile, ad esempio, la descrizione delle ‘gattare') è Il mondo animale.</p> <p>Un libro che ci dice cosa siamo diventati mentre giocavamo a fare gli esseri umani. Un libro che parte dalle stalle per arrivare alla letteratura e lì trova la perfetta descrizione dell'uomo come “animale delirante e infelice” che, dopo aver perso il “sano intelletto animale”, ha dominato i piccoli esseri per sentirsi grande, trovando in questo nient'altro che un'ulteriore dimostrazione del suo essere piccolo. Si dice che una società civile si giudichi da come tratta gli animali. Ebbene, nelle pagine del <i>Mondo animale</i>, ci riconosciamo colpevoli. E la nostra colpa non è essere umani, ma non riuscire più ad essere abbastanza animali.</p> <p><strong>Per la Riganatou, solo in quello zoo chiamato letteratura è possibile ritrovare le trame sospese dell'io che urla dietro le sbarre e ci chiede soltanto di essere ascoltato. Prima che venga ucciso anche l'ultimo scampolo animale che è in noi</strong>. E, con esso, quanto di più vicino ad una coscienza sia in nostro possesso.</p></div> IMPERO - MICHAEL HARDT E ANTONIO NEGRI http://librandum.it/impero-michael-hardt-e-antonio http://librandum.it/impero-michael-hardt-e-antonio 2013-09-24T08:30:00Z text/html it Valeria Gammella Logo Piccolo <p>A distanza di anni dalla prima edizione americana del 2000, la ricostruzione di Hardt e Negri sul nuovo ordine globale non smette di convincere e suggestionare.</p> - <a href="http://librandum.it/-evergreen-" rel="directory">Evergreen</a> / <a href="http://librandum.it/+-logo-piccolo-+" rel="tag">Logo Piccolo</a> <img class='spip_logos' alt="" align="right" src="IMG/arton78.jpg" width='94' height='150' onmouseover="this.src='IMG/artoff78.jpg'" onmouseout="this.src='http://librandum.it/IMG/arton78.jpg'" style='' /> <div class='rss_texte'><p>A distanza di anni dalla prima edizione americana del 2000, la ricostruzione di <strong>Hardt</strong> e <strong>Negri</strong> sul nuovo ordine globale non smette di convincere e suggestionare.</p> <p>L'Impero è il soggetto politico e la forma di sovranità espressa dal capitalismo globalizzato, come ordine posto al di sopra degli stati nazione in uno spazio indefinitamente esteso e decentrato. Entro questo spazio orizzontale e aperto, il potere perfeziona l'arte di dissimularsi non esercitandosi dall'alto verso il basso né da dentro verso un fuori, ma sublimandosi come biopotere che non richiede lo scontro frontale perché ha imparato a orientare ai suoi scopi la vita stessa.</p> <p>Attorno a questo aspetto pacifico l'Impero costruisce la propria immagine, riconoscendosi la missione di mantenere l'ordine e garantire la pace, sicché ogni conflitto al suo interno configura uno stato d'eccezione e autorizza di volta in volta un intervento straordinario.</p> <p>Di qui il titolo di<strong> «Impero»</strong>, in assonanza col tratto proprio di ogni impero, e di quello romano in particolare, che radicalizza l'identificazione di etica e diritto: l'impero garantisce la giustizia e la pace, e questo lo pone in diritto di condurre delle guerre giuste contro i barbari, comunque essi si presentino. Allo stesso modo, da Mogadiscio a Sarajevo, nel nuovo ordine globale ogni conflitto configura una guerra civile e autorizza un intervento di polizia. Ma il nuovo ordine è globale anche perché ha completamente capitalizzato la vita, riducendo ogni separazione tra produzione e rapporti sociali. Ma proprio ciò che sembra assicurare all'Impero un potere incondizionato sul corpo sociale, lo espone in ultima analisi a una fragilità sistemica: se i nuovi barbari non hanno più barriere definite da abbattere, ogni nucleo di resistenza erompe immediatamente contro il centro virtuale dell'Impero.</p> <p>Quando si riapproprierà della propria creatività, la moltitudine, base produttiva di un ordine basato sulla produzione, realizzerà la minaccia radicale sottesa all'Impero.</p></div> Salone Internazionale del Libro di Torino. Al via la XXVI edizione http://librandum.it/salone-internazionale-del-libro-di http://librandum.it/salone-internazionale-del-libro-di 2013-05-16T15:18:25Z text/html it Flora Albarano Logo Grande <p>Torino 16 maggio 2013. Sotto il diluvio inizia la XXVI edizione del Salone Internazionale del libro di Torino, uno degli appuntamenti più attesi del panorama editoriale e culturale del nostro Paese.</p> - <a href="http://librandum.it/-eventi-culturali-" rel="directory">Eventi culturali</a> / <a href="http://librandum.it/+-logo-grande-+" rel="tag">Logo Grande</a> <img class='spip_logos' alt="" align="right" src="IMG/arton77.jpg" width='150' height='106' onmouseover="this.src='IMG/artoff77.jpg'" onmouseout="this.src='http://librandum.it/IMG/arton77.jpg'" style='' /> <div class='rss_texte'><p>Per la ventiseiesima volta consecutiva prende avvio oggi il <strong>Salone Internazionale del Libro di Torino</strong>. Si daranno appuntamento sotto la Mole per cinque intensi giorni, <strong>dal 16 al 20 maggio</strong>, autori, editor, traduttori, editori, personaggi del mondo dell'editoria, della cultura e della politica.</p> <p>Tema conduttore del Salone 2013 è la<strong> Creatività e la Cultura del Progetto</strong>. Come recita il comunicato della <strong>Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura</strong>, Ente che coordina e promuove la manifestazione, la fiera è dedicata alla creatività intesa come “l'affascinante processo della creatività umana approfondito nelle sue declinazioni più fertili: le istituzioni, l'economia, le nuove forme di scrittura, la scienza e la tecnologia, le arti figurative e applicate, l'architettura e il design fino alla cucina e alla cultura materiale. Una forza visionaria capace di cambiare la nostra vita, e che ha ispirato la campagna di comunicazione 2013: «Dove osano le idee».”</p> <p>La scelta del tema della creatività pone l'attenzione sulla cultura del progetto come "soluzione"per affrontare la crisi sociale che è acuita anche dalla povertà di idee e soprattutto dall'inerzia rispetto alla loro attuazione. In questo senso il Salone potrà essere un laboratorio, una Tavola rotonda, una sorta di "Fabbrica delle idee".</p> <p><strong>Paese Ospite d'onore è il Cile.</strong> Nell'immaginario di noi lettori, la letteratura cilena è sinonimo di un binomio quasi indissolubile, quello tra la forza creativa delle parole e una radicata e forte tensione civile. Gli autori cileni sono spesso stati militanti che hanno dovuto combattere e difendersi e, nonostante esperienze di esilio, sono molto radicati nella loro storia, lasciando un'impronta della loro forte identità in tutto il mondo da <strong>Antonio Skármeta</strong> a <strong>Isabel Allend</strong>e senza dimenticare, in campo narrativo, <strong>Roberto Bolaño</strong>.</p> <p>Sono otto le Regioni Italiane presenti con un proprio spazio: Abruzzo, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria e Veneto. <strong>Regione ospite dell'edizione 2013 è la Calabria.</strong></p> <p>Mentre nel Padiglione 5 ritorna il <strong>Bookstock Village</strong>, per gli amanti del cioccolato, si svolgerà <strong>Tentazione e meditazione</strong> che schiera il meglio degli <i>chocolatiers </i> di Torino e Piemonte in un programma di incontri con scrittori e produttori coordinato dal critico Paolo Massobrio.</p> <p>Un appuntamento ormai immancabile è l'<strong>Ibf - International Book Forum</strong>, l'area business del Salone dedicata allo scambio dei diritti editoriali e di trasposizione mediatica dei libri, che si svolgerà dal 16 al 18 maggio.</p> <p>Per tutte le informazioni sul ricchissimo programma del Salone, basterà cliccare <a href="http://www.salonelibro.it/programma.html" class='spip_out' rel='external'>qui</a>.</p> <p>Questi soro <strong>gli orar</strong>i: giovedì, domenica e lunedì 10-22; venerdì e sabato 10-23. Biglietto intero 10.00 €, ridotto 8.00 €.</p> <p>Naturalmente il Salone racconta in <strong>diretta Twitter</strong> gli eventi principali. Seguendo <strong>@SalonedelLibro</strong> tutti noi potremo partecipare alla discussione con gli <strong>hashtag ufficiali #SalTo13 e #SalToff.</strong></p></div> Il malinteso - Irène Némirovsky http://librandum.it/il-malinteso-irene-nemirovsky http://librandum.it/il-malinteso-irene-nemirovsky 2013-04-12T06:37:11Z text/html it Annalisa Bizzarri Logo Piccolo <p>Tra Hendaye, piccolo centro balneare spagnolo, e Parigi nasce e si sviluppa la storia d'amore di Denise, ragazza aristocratica e viziata, sposata a un ricco uomo d'affari, e Yves, scapolo un tempo ricco ma ora, sull'onda del disastro della Prima Guerra Mondiale, costretto a lavorare per sopravvivere.</p> - <a href="http://librandum.it/-A-Pesca-di-libri-" rel="directory">A pesca di libri </a> / <a href="http://librandum.it/+-logo-piccolo-+" rel="tag">Logo Piccolo</a> <img class='spip_logos' alt="" align="right" src="http://librandum.it/IMG/arton76.jpg" width='90' height='150' style='' /> <div class='rss_texte'><p><i>Il malinteso <br class='autobr' /> Irène Némirovsky <br class='autobr' /> Adelphi - Milano 2010<br class='autobr' /> euro 12,00<br class='autobr' /> Traduzione di Marina Di Leo</i></p> <p>Scritto a soli ventitré anni, <i>Il malinteso</i> è il primo libro di Irène Némirovsky, apparso in rivista nel 1926 e in volume solo tre anni dopo.</p> <p>Tra Hendaye, piccolo centro balneare spagnolo, e Parigi nasce e si sviluppa la storia d'amore di Denise, ragazza aristocratica e viziata, sposata a un ricco uomo d'affari, e Yves, scapolo trentenne un tempo anch'egli ricco ma ora, sull'onda del disastro della Prima Guerra Mondiale, costretto a lavorare come impiegato per sopravvivere. Una storia passionale, travolgente anche se inquieta.</p> <p>Denise, così coinvolta nella relazione, immobilizzata da continue ansie, non presta attenzione al tormento di Yves, alle sue difficoltà economiche: “Con lei” pensò Yves con insolita irritazione, “bisognerebbe essere sempre psicologicamente in smoking. E io ahimè non posso permettermelo…”. Yves, invece, sempre oppresso dalla sua condizione, spera di trovare nella sua amante la pace, la tranquillità, con cui evadere dalle angosce quotidiane. All'entusiasmo iniziale della vicenda d'amore, ambientata nel paesaggio marino, fresco e pulito di Hendaye, fa riscontro l'appiattimento nella vita quotidiana a Parigi, su cui cala un caldo soffocante. Anche la relazione clandestina dei due amanti sembra effettivamente soffocarli. Essi sperano, si illudono, si pongono domande, cercano risposte, ma alla fine resta l'incomprensione, l'incomunicabilità, la distanza, resa ancora più intollerabile dalla differenza sociale, dalla mancanza di una concreta disponibilità economica. Resta il dubbio su come sarebbe potuto essere, su come sarebbe potuta andare.</p> <p><strong>La Némirovsky non delude mai.</strong> Benchè sia stata scritta in giovane età, in questa prima opera già si riconosce lo stile unico della scrittrice. Essa esibisce una tecnica di scrittura che riapparirà nei suoi romanzi successivi con tema simile (come in<i> Due </i> e in<i> I falò d'autunno</i>), con la descrizione tutta aggettivale di atmosfere eleganti, con l'analisi rigorosa degli aspetti psicologici dei personaggi, calati in ambienti diversi, descritti con meticolosità e così strettamente legati alla loro psicologia.</p></div> Educazione siberiana - Lilin Nicolai http://librandum.it/educazione-siberiana-lilin-nicolai http://librandum.it/educazione-siberiana-lilin-nicolai 2013-04-04T20:00:00Z text/html it Ugo La Bella Logo Piccolo <p><strong>Nicolai Lilin</strong>, autore e protagonista di questo libro, ha vissuto per molti anni a Tighina. Il suo è un vero e proprio <i>Bildungsroman</i> al contrario, un romanzo di de-formazione in cui il protagonista trova nel male, non un ostacolo da superare, ma un trampolino di lancio nel processo di crescita.</p> - <a href="http://librandum.it/-A-Pesca-di-libri-" rel="directory">A pesca di libri </a> / <a href="http://librandum.it/+-logo-piccolo-+" rel="tag">Logo Piccolo</a> <img class='spip_logos' alt="" align="right" src="http://librandum.it/IMG/arton75.jpg" width='93' height='150' style='' /> <div class='rss_texte'><p><i>Educazione siberiana<br class='autobr' /> Lilin Nicolai<br class='autobr' /> Einaudi - 2009<br class='autobr' /> € 20,00</i></p> <h3 class="spip"><strong>La <i> educación</i> della Mala</strong></h3> <p>La sensazione di far parte di qualcosa e star bene anche se quel qualcosa non corrisponde al bene comune. Che il bene comune poi è solo il bene di alcuni. Ma, allora, cos'è il bene vero? Quello difeso a manganellate dai poliziotti? Quello tenuto in cassaforte dalle banche? Quello protetto dai muri e gestito dagli eserciti?</p> <p>Forse, il bene comune è semplicemente quello in cui stai bene, che non va difeso semplicemente perché è esso stesso la difesa, il rifugio, la casa. E non c'è niente di più bello che sentirsi a casa, soprattutto quando dalla tua ti hanno appena cacciato e, allora, hai solo bisogno di star vicino a chi è come te. Di trovarti in un gruppo di fratelli in cui il male è l'autorità ed ogni sforzo deve essere rivolto alla lotta contro di essa. Perché l'unica speranza di avere un'identità propria è il rispetto dei valori della comunità. Ed al suo interno vanno cercati quei significati che danno la forza di essere al mondo senza compromessi. Come se avere una pistola tra le dita ed un coltello nel taschino non avesse nulla a che fare con la violenza, ma pretendesse di essere l'ultimo gesto di tenerezza, l'estremo atto di resistenza al irregimentamento capitalistico delle emozioni che violenta l'anima e non riconosce libertà altra che non sia quella di comprare.</p> <p><strong>Nicolai Lilin</strong>, autore e protagonista di questo libro, ha vissuto per molti anni a Tighina. Il suo è un vero e proprio <i>Bildungsroman</i> al contrario, un romanzo di de-formazione in cui il protagonista trova nel male, non un ostacolo da superare, ma un trampolino di lancio nel processo di crescita. Nelle pagine di questo libro, l'autore racconta in un italiano privo di fronzoli ed artifizi stilistici e, per questo, letterariamente “puro”, la sua infanzia, adolescenza e maturità nella comunità criminale di origine siberiana (Urka Siberiani) stanziata in <strong>Transnistria</strong>, dopo la deportazione ad opera del regime di Stalin.</p> <p>La Transnistria è una regione dell'ex Repubblica Socialista Sovietica Moldava (oggi Moldova) autoproclamatasi indipendente nel 1990, ma non riconosciuta da nessuno Stato. Una zona di frontiera in cui si incontrano eterogenee morfologie di individuo caratterizzate da differenze etniche (ceceni, armeni, ucraini, rumeni, moldavi), religiose (ortodossi, musulmani, ebrei) e sociali (gruppi diversi gestiti da “clan” diversi). Ad accomunare il destino degli abitanti della Transinistria, però, ci sono: la marginalità politica (non ce n'è uno che non scappi da qualcosa); l'ostilità nei confronti di qualunque autorità; la criminalità come unica forma di attuazione di una primitiva forma di gestione economica, basata perlopiù sul contrabbando; la struttura legislativa con impianti giuridici di stampo tribale ed ognuna delle tribù gestita sulla base di leggi diverse che si occidentalizzano man mano che ci si avvicina al centro, laddove le icone vengono sostituite dal rublo e la pistola che ti minaccia non è quella del malvivente, ma del poliziotto.</p> <p>Quest'ultimo, il nemico per eccellenza, il simbolo del potere che deruba per arricchirsi, che opprime per rafforzarsi e sottrae la libertà degli altri per aumentare la propria. Ben educati al male, i protagonisti del romanzo difendono a costo della vita quella libertà selvaggia propria del loro habitat naturale di riferimento, la taiga, laddove i loro antenati dovevano rendere conto a Dio. E a nessun altro.</p> <p>La comunità che Lilin descrive è regolata da leggi interne non scritte, ma rigidamente osservate. Esistono i divieti assoluti di stupro e strozzinaggio; lo spaccio di stupefacenti, i furti e le rapine sono consentiti se compiuti nei confronti dello stato e dei ricchi; l'omicidio è autorizzato se giustificato da una giusta causa. L'omosessualità attiva e passiva in carcere è proibita. La persona va rispettata, a meno che non sia un poliziotto ed, allora, il servo del potere non viene considerato degno neppure di interloquire con i criminali. Questi ultimi non considerano la ricchezza un qualcosa da ostentare. Anzi, essi vivono nella più totale povertà, ritenendo i prodotti del consumismo sfrenato una sorta di invasione americana della loro libertà. Una libertà difesa ogni giorno su quell'immenso campo di battaglia che è la grande madre Russia. Un universo di contraddizioni, dopo il crollo del muro, che non lascia spazio a nessun che non sia in grado di difendere quanto di più prezioso possieda: la dignità. Perché la fame, come insegna il vecchio Kuzja, viene e va, ma la dignità una volta persa non torna più.</p> <p>Lilin descrive, inoltre, la complessa simbologia dei tatuaggi siberiani e mostra come essi rappresentino una carta d'identità del criminale. La pelle, ricoperta di simboli religiosi e non, dice tutto e copre i silenzi che sono la vera forza dei personaggi di Lilin, in grado di conservare un'umanità straordinaria in un microcosmo disumano. Un'umanità priva di alienazioni capitalistiche e capace di tener lontano da sé ogni tentativo di commercializzazione dell'individuo proveniente dal mondo esterno. Un'umanità in grado di trattare con affetto i bambini e le donne, di accettare con intelligenza e delicatezza i portatori di handicap. Un tratto minuscolo di mondo in cui la volontà di resistere ai dardi del destino crolla quando Ksjusa viene stuprata.</p> <p>Questo tragico evento è lo spartiacque della narrazione e della vita del protagonista. Nulla sarà più come prima e le certezze accumulate nel culto religioso dei propri ideali e dei propri lari domestici sembreranno di un colpo perdere il loro senso atavico. Persino la giustizia applicata secondo leggi proprie, più vicine al codice di Hammurabi che all'odierno foro, è destinata a non dare soddisfazione. Perché la giustizia, quella umana almeno, non esiste e, quando entra in azione, è sempre “orribile e sbagliata. Per questo motivo, solo Dio può giudicare. Peccato che, in alcuni casi, noi siamo obbligati a superare le sue decisioni” e accettare quel senso di vuoto che si apre dentro di noi, quando un fiore viene calpestato e, a quel punto, il prato non è più quello di prima. Sembra che madre terra si ribelli ed il suolo si divarichi sotto i nostri piedi nel tentativo di sprofondarsi al più presto in un canyon di dolore.</p> <p>Un vero e proprio abisso che nessuna religione, nessun sistema di valori sociopolitici, nessun organismo pedagogico potrà mai colmare, perché fa parte della condizione umana e, a volte, è la vita stessa.</p></div> Cate, io - Matteo Cellini http://librandum.it/cate-io-matteo-cellini http://librandum.it/cate-io-matteo-cellini 2013-02-26T10:51:35Z text/html it Mara Bevilacqua Logo Piccolo <p>Cate è l'iperconsiderazione di sé piuttosto tipica nell'adolescenza: tutti sono stati Cate, altrimenti sono passati troppo rapidamente - ahiloro - dall'indifferenza benevola dell'infanzia alla gerarchia coscienziosa dell'età adulta.</p> - <a href="http://librandum.it/-ultime-dagli-scaffali-" rel="directory">Ultime dagli scaffali</a> / <a href="http://librandum.it/+-logo-piccolo-+" rel="tag">Logo Piccolo</a> <img class='spip_logos' alt="" align="right" src="http://librandum.it/local/cache-vignettes/L97xH145/arton74-41289.jpg" width='97' height='145' style='' /> <div class='rss_texte'><p><i>Cate, io<br class='autobr' /> Matteo Cellini<br class='autobr' /> Fazi Editore - 2013<br class='autobr' /> € 13,60</i></p> <p>Non ho fatto da subito il tifo per Cate. E forse non l'ho fatto mai. Credo che questo dipenda dall'età. I suoi coetanei faranno probabilmente il tifo per lei, il tifo per sé stessi.</p> <p>Cate è l'iperconsiderazione di sé piuttosto tipica nell'adolescenza: <strong>tutti sono stati Cate</strong>, altrimenti sono passati troppo rapidamente - ahiloro - dall'indifferenza benevola dell'infanzia alla gerarchia coscienziosa dell'età adulta.<br class='autobr' /> Cate si reputa il centro del mondo e fa della sua mole l'asse terrestre, il nucleo gravitazionale di chiunque altro. Lo fa perché deve trovare un senso a questa macro caratteristica, perché l'adolescenza è il momento in cui bisogna trovare risposte ai perché, per forza. Il momento in cui sfugge - a volte per sempre - che non tutto ha un perché e soprattutto che non a tutto serve un perché.</p> <p>Cate mette sé stessa in bocca agli altri, continuamente, silenziosamente, tirannicamente. Cate si moltiplica e si infila in ogni potenziale buco per evitarne il collasso. Cate, con la sua grassezza, si fa schermo di tutto il resto e si attacca parossisticamente all'unica certezza che ha, la sua intelligenza. Ma Cate di gigantesco ha solo la paura e l'inadeguatezza (esattamente come un'adolescente anoressica).</p> <p>Epperò Cate, che è tanto intelligente, fa l'errore che fanno i più stupidi: non guarda mai oltre sé stessa. E quando lo fa ha uno sguardo talmente annebbiato, talmente alterato da lenti che solo lei ha molato e indossato da non vedere altro che una distorsione della realtà. Cate è sempre in acido, un bad trip che le mette davanti solo la peggiore delle ipotesi possibili, perché così fanno quelli che hanno paura ma non sono pavidi. Affrontano il drago sempre, sempre, sempre. Perché solo così, con l'allenamento, sapranno riuscire a scapparvi.<br class='autobr' /> Cate non trova soluzioni, Cate trova alternative. Non dà confidenza, fa le strade secondarie, dice no a priori.</p> <p>Cate ribolle di rabbia perché chi si nega il mondo ha più voglia di vivere di tutti.<br class='autobr' /> La disperazione è una pianta parassita e rampicante che si moltiplica come il peggiore dei virus. Cate la coltiva, nemmeno ce ne fosse bisogno. La nutre, la coccola. Qualunque situazione, per quanto tragica, quando è ben conosciuta, quando è il contesto abituale in cui (non) ti muovi è meglio dello sconosciuto "altro" al di fuori di essa. (E piangersi addosso dà soddisfazioni effimere sì, ma così intense che ben pochi conoscono.)<br class='autobr' /> Le soglie sono confini. Di qua sei Caterina, di là sei sola e basta.</p> <p>Il terrore di Cate è l'imprevisto, l'incapacità di non essere in grado di vigilare tutti i suoi confini. L'incapacità di non essere che mattone - che cede solo se spaccato, con dolore - invece di essere permeabile, gommosamente pronta a fare spazio senza traumi e altrettanto naturalmente a respingere l'intruso senza troppi sforzi.<br class='autobr' /> <strong>E poi Cate fa la cosa più ovvia di tutte: spera nel futuro</strong>. Spera che il futuro che ha immaginato sia quello che ha immaginato. Senza forze, al momento, e senza strumenti per fare il futuro ora - perché il futuro non è la laurea, ma uno spazio fisico e mentale con un buco a forma di Cate in cui collimare perfettamente, in cui essere sé stessa - Cate vive il presente in una clausura forzata dentro il peggio di sé, quasi vittima di una sorta di sindrome<i> locked-in</i>.</p> <p>Questa è Cate nella prima metà del libro, la Cate a cui avrei dato volentieri un calcio in culo, quel calcio che si aspettava da tutti ma che nessuno ha mai nemmeno ipotizzato, nemmeno Anna la santa, che ne avrebbe avuto di ben donde. E, per inciso, Cate il calcio in culo se lo meritava tutto. Ma era troppo brava a nasconderlo.<br class='autobr' /> <strong>A questo punto succede che a Cate cede l'impalcatur</strong>a. Cate ha bisogno di una pausa (ad effetto). Cate che (mentendo) vuole solo passare inosservata, si mangia la sua festa di compleanno. Cate finalmente, senza nemmeno rendersene conto - ma l'istinto di sopravvivenza a qualcosa servirà - chiede aiuto. E le regalano l'unica cosa che le serviva: uno sguardo nuovo.</p> <p>Tutto è esattamente come prima, tutti sono esattamente gli stessi. Solo lo strato chilometrico di paura che Cate aveva messo tra lei e il resto del mondo è andato via, o perlomeno ha iniziato ad andarsene, espulso dagli emetici.<br class='autobr' /> Allora Cate impara la regola numero uno per tenere a bada la paura - un po' per volta, certo, nessuno si illumina all'improvviso completamente: guardare all'esterno e focalizzarsi su un punto che vale la pena; gli altri non importano, non tutti i confini permettono l'accesso alla città sacra.<br class='autobr' /> Per questo, nella mia personale interpretazione del libro, Cate è più adolescente che cicciona, nonostante tutto.</p> <p>E anche se ormai hai 31 anni, quell'<i>io</i> del titolo ha un senso e ti puoi immedesimare, perché <strong>sicuramente ti ritornerà in mente tutto l'egoismo dei tuoi 18 anni</strong>, tutte le inutili pippe mentali che ti facevi, tutte le sofferenze immani, tutto lo splendore dell'abisso. E tirerai un soddisfatto sospiro di sollievo.</p></div> Aspetta primavera, stronzo - Corso di sopravvivenza editoriale http://librandum.it/aspetta-primavera-stronzo-corso-di http://librandum.it/aspetta-primavera-stronzo-corso-di 2013-02-07T00:48:30Z text/html it Flora Albarano Logo Piccolo <p>Impossibile non segnalare oggi la coraggiosa iniziativa dell'<strong>Agenzia letteraria Vicolo Cannery</strong> che darà il via, dal 23 febbraio al 23 marzo 2013, al corso <strong>“Aspetta primavera, stronzo”</strong>. Non il solito corso di produzione di illusioni e stagisti da immettere sul mercato ma un vero corso di sopravvivenza editoriale. Al <strong>Kino </strong> al Pigneto per quattro weekend imperdibili.</p> - <a href="http://librandum.it/-discussioni-" rel="directory">Discussioni</a> / <a href="http://librandum.it/+-logo-piccolo-+" rel="tag">Logo Piccolo</a> <img class='spip_logos' alt="" align="right" src="http://librandum.it/IMG/arton73.jpg" width='108' height='150' style='' /> <div class='rss_texte'><p>Impossibile non segnalare l'innovativa e coraggiosa iniziativa dell'<strong>Agenzia letteraria Vicolo Cannery</strong> che darà il via, dal 23 febbraio al 23 marzo 2013, al corso <strong>“Aspetta primavera, stronzo”</strong>. Non il solito corso di produzione di illusioni e stagisti da immettere sul mercato ma un vero corso di sopravvivenza editoriale. Al <strong>Kino </strong> al Pigneto per quattro weekend imperdibili.</p> <p>In completa antitesi rispetto a un mercato come quello editoriale in cui continuamente proliferano corsi a pagamento, con fasce di prezzo variabili e discutibili in base al prestigio e alla qualità del corso, per formare operatori del settore destinati quasi sempre a ingrossare le fila degli stagisti che ruotano nelle case editrici a turnazione trimestrale o semestrale (nel più raro e fortunato dei casi diventeranno precari sottopagati), l'<strong>Agenzia letteraria Vicolo Cannery</strong>, a partire dal 23 febbraio, organizza <strong>un corso completamente gratuito</strong>: <strong>trentadue ore</strong> con <strong>noti professionisti</strong> del mondo editoriale che, alternandosi in lezioni di quattro ore ogni sabato e domenica pomeriggio, metteranno a disposizione dei corsisti le loro competenze e la loro esperienza.</p> <p>Come dicono gli stessi organizzatori nella presentazione del corso si tratta di :</p> <blockquote class="spip"> <p>“Un corso libero perché, se ti devi formare, non puoi già avere un curriculum. Gratuito perché i saperi, come le storie, sono di tutti. Dissuasivo perché l'editoria è un deserto con troppi miraggi. Un corso tenuto da professionisti ma non professionalizzante.”</p> </blockquote><h3 class="spip">Se volete sapere chi, secondo noi, dovrebbe partecipare al corso, la risposta è: </h3><blockquote class="spip"> <p><br class='autobr' /> “Quelli che aspirano a trovare refusi a 0,22 centesimi a cartella; a scoprire che i libri non si sono mai venduti; a sorridere anche se non hanno voglia per una recensione in più; a vedere una prova di traduzione pubblicata in volume; a cedere i diritti sulle proprie opere a condizioni capestro; a cercare visi di donna per una copertina «d'impatto»; a editare libri in cui non credono.”</p> </blockquote> <p>Finalmente, grazie!</p> <p><strong>Per iscriversi, avere tutte le informazioni tecniche, orari e calendario delle lezioni, basta cliccare <a href="http://www.vicolocannery.it/2013/02/17/aspetta-primavera-stronzo-2/" class='spip_out' rel='external'>qui</a> o scrivere alle mail:</p> <ul class="spip"><li> corrado@vicolocannery.it</li><li> tommaso@vicolocannery.it</li><li> tgiagni@vicolocannery.it.</strong></li></ul></div>